Don't Care
APPROFONDIMENTO · SAVONA
Ogni bambino sviluppa la coordinazione con i propri tempi, e i ritmi variano molto da un bambino all’altro. Le linee guida dell’OMS raccomandano a bambini e ragazzi movimento ogni giorno. Noi lo proponiamo con giochi motori pensati per l’età: correre, saltare, lanciare, prendere, stare in equilibrio. Se le difficoltà sono marcate o durano nel tempo, il primo riferimento è il pediatra.
I segnali di un disturbo della coordinazione possono essere presenti presto, ma i bambini si sviluppano con ritmi molto diversi: per questo, spiega l’NHS, una diagnosi definitiva di solito non arriva prima dei 5 anni. Non serve aspettare quell’età per parlarne con il pediatra se noti difficoltà.
Le linee guida 2020 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano a bambini e ragazzi fra i 5 e i 17 anni, in media, almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata o intensa, con attività intense e di rinforzo per muscoli e ossa almeno tre volte a settimana, e di limitare il tempo passato davanti agli schermi.
Quando le difficoltà sono marcate e durano nel tempo può trattarsi di disturbo della coordinazione motoria, detto anche disprassia. Le raccomandazioni internazionali del 2019 riportano stime molto variabili, la più citata è di 5–6 bambini su 100. La diagnosi spetta ai professionisti sanitari, non a noi.
Il percorso bambini e ragazzi costruisce basi motorie solide mentre il corpo cambia: coordinazione, postura, appoggio del piede e respirazione crescono insieme. Per i ragazzi che fanno già sport a livello agonistico c’è anche il percorso atleti.
Non facciamo diagnosi: se un disturbo della coordinazione va valutato, lo fanno il pediatra e gli specialisti dell’età evolutiva. Parlane con loro, o con la scuola, se:
I ritmi di sviluppo variano molto da un bambino all’altro, e da qui non possiamo dire se si tratti di una fase. Se le difficoltà sono marcate, durano nel tempo o pesano a scuola e nel gioco, parlane con il pediatra. Il nostro lavoro sul movimento può affiancare le sue indicazioni.
Uno sport è un’ottima base, ma ripete spesso gli stessi gesti. Variare aiuta: giochi di corsa, salti, lanci, equilibrio, arrampicata. Per questo nel percorso lavoriamo anche su schemi che lo sport praticato usa poco.
Il percorso bambini e ragazzi accoglie diverse età, e il lavoro si adatta: con i più piccoli è quasi tutto gioco. Contattaci con l’età di tuo figlio e ti diciamo come organizziamo le sessioni.
Il nostro lavoro è allenamento del movimento, non una terapia. Se c’è una diagnosi, il riferimento resta il percorso indicato dagli specialisti: possiamo parlarne con la famiglia per capire se e come il movimento in studio può affiancarlo.
Le informazioni generali di questa pagina vengono da fonti sanitarie pubbliche e da letteratura scientifica, citate qui sotto. Non sostituiscono il parere del medico.