APPROFONDIMENTO · SAVONA

Mal di schiena e movimento: che cosa fare e come allenarsi

Per il mal di schiena comune le indicazioni sanitarie pubbliche vanno nella stessa direzione: restare attivi. Spesso migliora da solo nel giro di qualche settimana, e il servizio sanitario inglese consiglia di continuare, per quanto possibile, le attività di tutti i giorni. Quello che possiamo fare noi è guardare come ti muovi e costruire un allenamento che ti faccia sentire più sicuro nel farlo.

Che cosa sappiamo del mal di schiena

Il mal di schiena è molto diffuso. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il dolore lombare, o lombalgia, è la prima causa di disabilità nel mondo, e in circa nove casi su dieci non è possibile identificare una malattia o una causa strutturale specifica che lo spieghi. Si parla allora di lombalgia «aspecifica».

Fra gli interventi indicati dall’OMS ci sono quelli per migliorare la forza e la capacità di muoversi e per riprendere l’attività fisica, insieme al sostegno psicologico e sociale; nella gestione di tutti i giorni, restare attivi, mantenere un peso adeguato e dormire bene. Il servizio sanitario inglese (NHS) suggerisce esercizi e stretching, camminate, nuoto, yoga o pilates.

Non esiste un esercizio magico né una postura «giusta» che lo prevenga da sola. Conta di più muoversi con regolarità, in modi diversi, con un carico che cresce un passo alla volta.

Che cosa osserviamo

  • Come ti pieghi, ruoti e sollevi un peso: i gesti che oggi ti costano di più.
  • Mobilità di anche, colonna e spalle, intesa come ampiezza e controllo del movimento.
  • Come respiri quando stai fermo e quando fai fatica.
  • Come distribuisci il carico nella giornata: ore seduto, guida, lavoro, sport.
  • Appoggio del piede ed equilibrio, la base su cui si organizza il resto.

Come lavoriamo

  • Si parte da un colloquio e da una valutazione del movimento nello studio di Savona: non è un esame diagnostico, ma una descrizione di come ti muovi oggi.
  • Da lì scegliamo le priorità e costruiamo un allenamento personalizzato su mobilità, forza, controllo e respirazione, in sessioni individuali o in piccoli gruppi.
  • Il carico aumenta in modo progressivo, partendo da gesti che ti senti di fare, per tornare con fiducia a quelli che hai lasciato.
  • Ti diamo esercizi da portare nella giornata, per esempio pause attive se passi molte ore seduto.
  • Gli stessi riferimenti vengono riosservati nel tempo, così vedi che cosa sta cambiando.

Il percorso pensato per questo

Il percorso adulti nasce per chi convive con rigidità, tensioni fra collo e spalle o un mal di schiena che va e viene. Se ti alleni e il fastidio torna con lo sport, il percorso atleti guarda anche il gesto sportivo e la gestione del carico.

Quando parlarne prima con il medico

Non facciamo diagnosi e non curiamo il dolore: lavoriamo sul movimento. L’NHS distingue tre livelli. Senti il medico se il dolore non migliora dopo alcune settimane, ti impedisce le attività quotidiane, non migliora con il riposo o peggiora di notte, o si accompagna a un calo di peso senza spiegazione. Chiedi una visita urgente se ti senti caldo o freddo, hai brividi o malessere generale, o se il dolore è forte e improvviso o peggiora rapidamente. Rivolgiti subito al pronto soccorso se compare uno di questi segnali:

  • dolore, formicolio, debolezza o intorpidimento in entrambe le gambe;
  • perdita di sensibilità nella zona genitale o anale;
  • cambiamenti nel controllo di vescica o intestino, per esempio difficoltà a urinare;
  • dolore al petto;
  • dolore comparso dopo un incidente serio, per esempio stradale.

Domande frequenti

Con il mal di schiena è meglio stare a riposo?

Di solito no. Le indicazioni dell’OMS e dell’NHS vanno nella direzione opposta: restare attivi e continuare, per quanto possibile, le attività quotidiane. Un periodo di attività più leggera può servire, ma l’indicazione generale è non fermarsi del tutto. Se hai dubbi sul tuo caso, il primo riferimento è il medico.

Fate esercizi per il mal di schiena?

Facciamo allenamento personalizzato, che parte da come ti muovi e non da una scheda uguale per tutti. Lavoriamo su mobilità, forza, controllo e respirazione, con un carico che cresce un passo alla volta. Non è una terapia del dolore: è un modo per tornare a muoversi con più sicurezza.

Ho già un medico o un fisioterapista che mi segue: posso venire lo stesso?

Sì. In quel caso le loro indicazioni vengono prima, e il lavoro sul movimento può affiancarle. Portaci pure quello che ti hanno detto: ci aiuta a scegliere da dove partire.

Quanto tempo ci vuole per sentirsi meglio?

Non possiamo promettere tempi né risultati. Possiamo dirti come si lavora: obiettivi espliciti, riferimenti osservati all’inizio e riosservati nel tempo, così da vedere insieme che cosa cambia e decidere i passi successivi.

Domande frequenti: valutazione, palestra, fisioterapia

Fonti

Le informazioni generali di questa pagina vengono da fonti sanitarie pubbliche e da letteratura scientifica, citate qui sotto. Non sostituiscono il parere del medico.

  1. Organizzazione Mondiale della Sanità, «Low back pain», scheda informativa, 19 giugno 2023
  2. NHS (servizio sanitario inglese), «Back pain», pagina rivista il 5 marzo 2026
  3. Bull F.C. e altri, «World Health Organization 2020 guidelines on physical activity and sedentary behaviour», British Journal of Sports Medicine, 2020